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L’offtopic della domenica-ATTENTO! DI LÀ ! SPARA! PORCA PUTTANA, HO PERSO…

November 25th, 2007 by fallingautumnlinks

Combattere… Era l’unica cosa di cui fossi veramente capace…
Ma almeno io ho sempre combattuto per quello in cui credevo…
(Metal Gear Solid)

 

 

metal gear

 

 

Quanti di voi ogni giorno si divertono davanti ai videogiochi? Tanti…sicuramente tantissimi…Io, invece, non ci capisco una mazza. Non ne conosco nemmeno uno…visti sì, pochi, ma giocato in prima persona mai…una volta o due forse…ma anni fa, quindi vi lascio immaginare! Il perché di questo post allora vi chiederete…avete ragione. Ve lo spiego subito. Ultimamente, causa frequentazioni di persone appassionate a questo mondo, ho sentito parlare spesso di videogiochi, talmente spesso che alla fine mi sono incuriosita e ho aperto il mio cervello a delle considerazioni a riguardo. Considerazioni easy e per nulla brillanti, me ne rendo conto. Considerazioni di una profana. Credo, e ve la sparo così, senza mezzi termini, che il videogioco possa tranquillamente essere considerata una forma d’arte. In fondo l’arte richiede l’espressione del genio e della creatività umana. Per creare un videogioco occorre fantasia, intuito, talento, cultura, tecnica e capacità di realizzazione pratica…inventare una storia e far muovere al suo interno una molteplicità di personaggi, umani o no, curare i dettagli che rendono il prodotto unico e di classe…ci vuole ingegno. Non solo. Per piazzare sul mercato un prodotto vincente occorrono ricerche sociologiche…va tenuto presente il gusto del pubblico, le sue attitudini, occorre valutare perfettamente le mosse vincenti. Mi è capitato di vedere qualcosa…quei colori, quelle figure così accattivanti, quella libertà che solo giocando ti puoi prendere…nel momento in cui giochi, puoi fingerti un eroe, puoi essere contento per il suo/tuo operato, puoi incazzarti se fallisci…insomma, stimola partecipazione emotiva, coinvolgimento emozionale. Anche un semplice idraulico di nome Mario può diventare un personaggio d’eccezione. Ci sono videogiochi che contengono citazioni di qualsiasi tipo, da quelle cinematografiche a quelle mitologiche passando per quelle storiche e via discorrendo. Beh, se sono ben fatti è un modo alternativo, sicuramente più divertente, di imparare qualcosa di prettamente scolastico. Entro dei limiti, ma è pur sempre qualcosa! Sono sicura che se ne possono dire tante sul mondo virtuale, nel bene e nel male. Sì, perché, come spesso accade, da uno sfizio diventa un’esigenza, da semplice gioco diventa proiezione della vita reale, finché le persone non si ammalano. Mentalmente, socialmente. Chiudersi dentro casa, dimenticarsi del resto, dimenticare i propri doveri e tralasciare una vita sociale per rimanere incollati al pc, è sintomo, a mio parere, di un grosso disagio. Ti rompi talmente tanto le palle che non c’è niente di meglio di una missione da risolvere? Giocare sì, divertirsi è fondamentale e il videogioco è uno dei modi possibili. Ma giocare…
Credo che Calvino sarebbe stato un ottimo ideatore di videogiochi.

Ad maiora
Ch.rdn

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L’offtopic della domenica-…E IL NAUFRAGAR M’È DOLCE IN QUESTO MARE

November 4th, 2007 by fallingautumnlinks

Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino:
noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana.
E la razza umana è piena di passione.
Medicina, legge, economia, ingegneria…sono nobili professioni,
necessarie al nostro sostentamento.
Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore,
sono queste le cose che ci tengono in vita.
(Da L’attimo fuggente)

Lo so, in questo blog, tecnico e settoriale, quando partecipo, rappresento la voce fuori dal coro. Consapevolmente. Un po’ perché in questo mare di informatica ci vuole qualcosa che svaghi e un po’, e questa è la motivazione principale, perché è nella mia natura parlare di certe cose e, purtroppo, capire poco o niente di altre. Lo so, è un limite.

ATTIMOFUGGENTE

Il pezzo sopra riportato è tratto da uno dei più bei film che la cinematografia abbia potuto partorire. Il perché di questa scelta? Visto che Falling in questo periodo vi scrive della sua vita universitaria e delle sue esperienze più o meno piacevoli in campo informatico, io mi attengo, per questa volta, allo stesso filone, ma da un punto di vista differente.
Un po’ di tempo fa, dovendo rispondere a una di quelle pseudocatene che ti arrivano per posta, alla domanda “Quale libro vorresti aver scritto?”, rimasi a pensare per qualche minuto…bella domanda. Troppi, veramente troppi i capolavori della letteratura mondiale. Poi ho avuto l’illuminazione e senza dubbio risposi la Divina Commedia. Ma ci pensate… Non so esattamente perché vi racconto queste cose, forse la mia è solo voglia di comunicarvi quanto possa essere affascinante il mondo dell’arte, intesa nelle sue molteplici manifestazioni. Rimanere sconcertati di fronte a un quadro, costruirsi nella testa le immagini infernali dantesche, vivere la storia di Mattia Pascal insieme alla penna di Pirandello, naufragare insieme a Robinson Crusoe, vivere nella poetica notte di Dino Campana…è bellissimo scoprire come in certi prodotti della nostra e altrui cultura si possa svelare il genio umano, come le pulsioni e gli istinti di talenti naturali possano prendere eccellente forma scritta. La frase d’apertura si commenta da sé e fa capire quello che voglio dire meglio di qualsiasi mia parola. Io non voglio esprimermi sulla bellezza e sul fascino della scienza e della tecnologia, semplicemente perché non le conosco e quindi preferisco tacere. So solo che mi sento ispirata da un filone prettamente umanistico, so solo che le mie preferenze risiedono lì; certo è che sono consapevole di perdermi una grandissima fetta dello scibile umano e la cosa non fa certo piacere. So che il mio percorso di studi non mi porterà ad avere il superlavoro, e forse nemmeno un lavoro attinente…a diciannove anni ho fatto una scelta idealista e ne pagherò le conseguenze. È stupido non pensare per niente al futuro, è da incoscienti. Però di una cosa sono contenta: non ho mai tradito la mia natura e, nel bene e nel male, quello che sono lo devo anche alle scelte che ho fatto. Nella vita punto a essere una persona prima di diventare lavoratore. E forse, se c’è una cosa per la quale devo ringraziare il mio percorso, iniziato in un liceo classico e in via di definizione in una delle facoltà più sputtanate d’Italia (Lettere per capirci), è che ha cercato di forgiarmi una certa forma mentis. Se ci sia riuscito o meno non sta a me giudicarlo. Sicuramente sono una persona migliore rispetto ad anni fa, ma il percorso è ancora molto lungo e durerà tutta la vita.
Non volevo peccare di egocentrismo parlandovi di me. So che questo blog è seguito da un certo target di persone (o almeno lo immagino così) e il mio voleva solo essere un tentativo, probabilmente mal riuscito, di stuzzicare la vostra coscienza nei confronti di un campo ritenuto da molti noioso e, perché no, la vostra sensibilità di umanisti nascosti dietro lo schermo di un pc.
Ad maiora
Ch.rdn

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