L’offtopic della domenica-…UN BEL DONO AL BIMBO SAGGIO, AL CATTIVO UN CARBONCINO
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Il mio off-topic stavolta è sul Natale, tanto scontato quanto dovuto. Tra una pubblicità del panettone e una del pandoro, mancano ormai pochi giorni. Non è mia intenzione sproloquiare sul senso di questa festa (la religiosità la lascio a ognuno di voi), fare moralismi sul consumismo e sulla gente che si ricorda di andare a messa una volta l’anno…sarei pesante e cattiva e sinceramente a mezzanotte e quarantatré non ho proprio voglia. Voglio arrivare da un’altra parte. Ricordo quand’ero bambina, quando, all’epoca delle elementari, dovevo recitare la letterina con tanto di fronzoli e brillantini all’ora di pranzo. Mio padre doveva trovarla falso casualmente sotto il piatto e fingersi sorpreso della clamorosa scoperta (ma in realtà lo sapevamo tutti, me compresa, che era una sceneggiata) e poi mi toccavano i cinque minuti più imbarazzanti dell’anno dove ero al centro dell’attenzione per la recita della poesia. Che vergogna…non vedevo l’ora di superare la traumatica fase dell’applauso finale di tutti i parenti e di passare ai cannelloni!! Poi sempre la stessa formula…ubbidienza a mamma e papà, salute, pace e cibo a tutti i bambini del mondo…che poi mi chiedevo sempre perché solo ai bambini…le maestre non mi rispondevano o mi mettevano a tacere con quattro cavolate e io ci rimanevo male, così passavo all’elaborazione del lavoretto che dovevo portare orgogliosamente a casa ed esporre altrettanto orgogliosamente da qualche parte come fosse un cimelio della Prima Guerra Mondiale. Oh, me ne ricordassi uno…comunque il centrotavola con tanto di base in legno lucidata (che dovevi rimediare da solo, a volte anche scomodando l’esercito) con tanto di pigne, pungitopo e candela rossa credo che non sia mancata…anzi, ora che ci penso, l’ho fatto proprio. Chissà a quanti di voi saranno capitate queste cose…però…quanti ricordi! Che i lavoretti siano stati trash o meno e le letterine banali e identiche ogni anno, non fa alcuna differenza. Quando sei piccolo il Natale lo senti di più, sei proprio felice e respiri un’atmosfera distesa. Sarà il mito di Babbo Natale, quello della Befana…boh…tante volte mi sono chiesta il perché di questa cosa, ma una risposta sensata e definitiva non me la sono mai data. È come se poi si perdesse la capacità di sognare, di credere che tutto può essere più bello. Ecco, i bambini non conoscono rassegnazione, non hanno il senso del realismo. E così cresci col mito che a Natale è tutto più rosa (o rosso, dipende dai punti di vista). Poi, un giorno, la svolta: Babbo Natale non esiste, è solo tuo padre che per l’occasione è ingrassato magicamente di venti chili, e la Befana non è altro che l’alter ego di tua nonna, con l’unica differenza che se tua nonna provasse a buttarsi dalla finestra a cavallo di una scopa farebbe una finaccia. Che brutta verità: ricordo che mia madre mi svelò tutta la montatura mentre faceva credo la pasta…che gelo! Ero troppo piccola e innamorata del fantastico per smettere di credere ai vecchietti benefattori tanto che obbligavo i miei a farmi la calza lo stesso e a farmela trovare proprio dove l’avrebbe lasciata la Befana. E qui entra in gioco la sorella minore. In quei momenti non sai che succede dentro di te: da una parte sei contenta che tu sai, perché sei grande, partecipi al mondo degli adulti (soprattutto quando tua madre ti manda dalla vicina di casa che ha il camino per farti dare cenere e carbone per tua sorella…lì godi proprio!) ma dall’altra, scusatemi il colloquialismo, rosichi. Perché a lei ancora non è stato tolto Babbo Natale e la Befana ancora le incute un po’ di timore. Ti senti parte di una menzogna perché lei è contenta dei regali mentre tu fingi di stupirti del carbone (lo stesso che hai preso dalla famosa vicina per tua sorella, ma che tua madre ha accuratamente diviso se no sembra brutto). Se avessimo avuto vent’anni di differenza, la cosa non mi sarebbe pesata, ma quando sei piccola pure tu e sei appena venuta a conoscenza della realtà dei fatti, non c’è niente da fare. Ti girano proprio!! Non so se sono riuscita a comunicarvi la sensazione che sentivo dentro, il senso che hanno questi ricordi infantili.
La magia…ecco, il mio augurio per tutti voi, e me lo auguro anche da sola, è di riuscire a creare e rintracciare sempre, per ogni occasione, per ogni gesto particolare, quel senso di magia che hanno i bambini. Io ci provo, e devo dirvi che qualche volta ci riesco pure. È bello.
Buon Natale a tutti!!
Ad maiora
Ch.rdn
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