“La fretta e la superficialità sono le malattie psichiche del ventesimo secolo,
e più di ogni altro posto si riflettono nella stampa”
(Aleksandr Solzenitsyn)
Tempo d’esami. Tempo di cambiamenti. Tempo di crescere.
Un giorno d’estate, un buon gelato da gustare al fresco, una sigaretta in compagnia, due chiacchiere con chi ami…sembra tutto tranquillo…ma poi…apri Il Messaggero del 19 giugno 2008, a pagina 11, e leggi la nuova perla di Federico Moccia, l’eminente e raffinato scrittore che con le sue storie d’amore travagliate, ha fatto commuovere tante ragazzine (…spero solo quelle…). Lo scrittore giovane, che cerca (…e chissà se ci riesce…) di calarsi nella mentalità dei teen agers italiani, nei loro valori e disvalori, dice la sua su una delle tracce del tema di maturità. Una pessima lezione di giornalismo, un articolo ospitabile al massimo nel giornalino della scuola. Banale, scontato, elementare, superficiale. Non c’è nulla di originale, niente che chiunque di noi non potesse pensare. Stimolo alla riflessione zero. E lo pagano pure…io avrei una proposta per la direzione del quotidiano: metterlo a scrivere l’oroscopo, no?! E va be’…
Cmq (lo dice Federico che abbreviare è fico, il mio DNA è cambiato, uso slang, che volete?!) mi sto dilungando…mi spiace…torno al punto. “Ma mentre un tempo si era soppesato a lungo l’importanza di quelle parole scelte, arrivate faticosamente dal cuore, oggi a volte è lo stesso T9 che ti offre la scelta di quella parola… E così quasi in automatico escono tvb, xxx, e mille altri strani simboli, quasi misteriosi, crittografici. Ma perdono forse di intensità e bellezza? Rendono opaca la meraviglia dell’amore, lo stupore di quel bacio rubato? Io non credo che questa comunicazione sia incorporea o impersonale”: questo è solo un pezzo dell’articolo. Ah Federi’, voi sape’ come la penso? SÌ, perdono di intensità e bellezza, sì porcaputtana!! Cazzo, sei uno scrittore (o presunto tale)…come fai a dire certe idiozie?! Una persona che ha la fortuna di fare il tuo mestiere dovrebbe sapere che le parole hanno un peso, che hanno un’importanza, tutte, messe in fila, nero su bianco, e che per comunicare un sentimento un sms è riduttivo. Federico Moccia, vuoi insegnare il romanticismo a me con i tuoi libretti da quinta elementare? Proprio tu che mi dici che una lettera scritta a penna, magari pure cancellata, lunga, pregna di sentimento e di colorite spiegazioni ha lo stesso peso di un sintetico tvb?! Per favore, per favore.
Con questo non voglio dire che un messaggio carino non faccia piacere, magari quando accendi il cellulare la mattina o quando lo stai spegnendo la notte…anzi. Le sorprese sono belle, anche se sono fatte di sms. Un messaggio può dare delle emozioni, per carità, chi lo mette in dubbio. Può rallegrarti e tante belle cose (sono seria) e non sono di quelli che pensano “che se uno scrive solo tvb poi non vuole bene”. Dico solo che non si possono mettere sullo stesso piano due tipi di comunicazione così diversi, perché forse in una lettera, anche per questioni di spazio, hai la possibilità di esprimerti al meglio, di mettere a nudo le tue emozioni. Scrivere tvb, tat e cose del genere, non costa nulla. Pigi tre tasti. Vai a capire se è autentico. In una lettera, almeno per me, per quanto tu possa recitare e essere falso (ma forse se sei falso costa meno scrivere tvb e non ti passa certo per la mente di scrivere una lettera), esce fuori un pezzo di te, ti strappa un pezzo di anima. Da donare.
Per cui, mio caro e romantico scrittore, torna a scrivere favolette. Ti auguro davvero di sfondare e di diventare ricco, a me non importa nulla. Tanto io i tuoi libri non li compro. E non me ne vogliano i mocciani, la mia non è cattiveria, è solo rabbia. Rabbia perché credo nelle emozioni, perché credo nel valore della parola, rabbia perché credo nella comunicazione “calda”, rabbia perché credo nell’amore, rabbia perché credo che a volte le persone non sappiano più comunicare, e mi dispiace, rabbia perché mi sento romantica, vaffanculo.
Il titolo? L’ho abbreviato e ora non mi ricordo più che significa.
Ad maiora
Ch.rdn